Dopo la strage di Firenze, riflettori puntati su Casapound

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di Pierfrancesco Demilito

“Chi parla sempre troppo prima o poi sarà purgato, chi gioca con i tasti prima o poi sarà pestato, chi accusa e poi diffama prima o poi sai pagherà”. L’autore di queste frasi è il cantante degli Zetazeroalfa, Gianluca Iannone. Lo stesso che quando non è su un palco a cantare brani di questo tenore dirige l’associazione di promozione culturale Casapound Italia. Lo stesso Iannone che il 26 dicembre 2003 guidò l’occupazione di uno stabile in via Napoleone III, a Roma.

Da allora Casapound si è espansa a macchia d’olio nella Capitale e nel Paese e Iannone, dopo essere stato espulso dalla Fiamma Tricolore, è stato candidato alla Camera, nel 2008, dalla lista La Destra guidata dalla Santanchè. Durante quella campagnala Santanchè non ebbe problemi a farsi fotografare accanto a Iannone con alle spalle un manifesto che esaltava le gesta di una squadraccia fascista. D’altronde lo stesso Iannone ha definito più volte gli attivisti di Casapound “i fascisti del terzo millennio”.

In questi giorni Iannone e Casapound sono di nuovo sotto i riflettori perché costretti a prendere le distanze da Gianluca Casseri, l’uomo che martedì scorso ha aperto il fuoco a Firenze contro alcuni senegalesi, uccidendo Samb Modou e Diop Mor e ferendone altri tre. Prendono le distanze perché Casseri era una persona molto vicina a Casapound, più volte aveva scritto per il laboratorio virtuale di idee del movimento e assiduamente frequentava i circoli toscani dell’organizzazione.

Prendere le distanze da questo gesto è cosa semplice, più difficile è distaccare Casapound dal clima di odio e di violenza che quotidianamente viviamo nel nostro paese. Solo qualche settimana fa Alberto Palladino, importante esponente del movimento guidato da Iannone, è stato arrestato a Roma (vedi: Corriere.it) con l’accusa di aver aggredito un gruppo di militanti del Partito Democratico.

A Iannone che, nonostante i testi delle sue canzoni, durante una trasmissione televisiva in onda su Rai Tre ha ricordato alla giornalista Lucia Annunziata che le parole sono importanti e devono essere usate con cura, vogliamo ricordare cosa è stato il fascismo per il nostro Paese. E’ stato autoritarismo e violenza, ha trascinato il Paese in una guerra che non poteva permettersi, ha spezzato le vite di centinaia di migliaia di ebrei italiani, ha incarcerato e ucciso gli oppositori politici, ha distrutto la democrazia e gettato il popolo in vent’anni di dittatura.

Il fascismo non è un bel ricordo per noi italiani e sapere che esiste un’organizzazione i cui associati, senza remore, si definiscono “i fascisti del Terzo Millennio”, non ci fa dormire sonni tranquilli. Sapere che c’è chi inneggia a squadracce che negli anni venti hanno seminato violenza e razzismo ci spaventa. Specie se, solo per fare un esempio, nella sede di Casapound di La Spezia, durante una perquisizione tenuta dalle forze dell’ordine lo scorso giugno – una delle rare perquisizioni svolte nelle sedi dell’organizzazione di estrema destra – sono stati ritrovati, come riferiscono alcuni quotidiani, uno sfollagente telescopico, tre fionde, 14 manici di piccone in legno, 6 catene di metallo di varia lunghezza, 4 tubi metallici lunghi circa un metro, 3 bastoni di legno (su uno dei quali era stato messo un amo da pesca di4 centimetri), 2 tirapugni in metallo, 10 moschettoni metallici, 2 spray anti-aggressione, 45 fumogeni e 7 caschi da motociclista. Insomma, non proprio ciò che serve ad una qualsiasi associazione di promozione sociale per svolgere la sua attività quotidiana.

Fonte foto: The wasted nothing on Flickr

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6 thoughts on “Dopo la strage di Firenze, riflettori puntati su Casapound

  1. In sintesi: se un giorno decidessi di assassinare qualcuno mi sarà sufficiente tesserarmi per CasaPound, in modo che le colpe della mia pazzia e del mio folle gesto non siano più mie, ma dell’Associazione.
    Quindi, lo stupratore dirigente del Pd arrestato nei giorni scorsi potrebbe far dedurre che il Pd andrebbe chiuso perchè covo di pervertiti stupratori?
    Ma chi vi autorizza a mandare online questi obrobri?
    Maurizio Rana
    Bisceglie

  2. Dire che Iannone e Casapound sono stati costretti a prendere le distanze da Casseri mi sembra una cosa incredibile… Proprio perché le parole sono importanti, fare certi accostamenti mi sembra superficiale e di pessimo gusto. Suvvia, che poi la gente poi si beve queste fesserie… Ma forse è proprio per questo che esse vengono scritte.

  3. Caro Maurizio Rana,
    mi vedo costretto a suggerirle di rileggere il mio articolo. La sua prima lettura deve essere stata, evidentemente, distratta o fuorviata da alcuni pregiudizi. Nel mio articolo scrivo chiaramente che prendere le distanze da un gesto come quello commesso da Casseri è cosa semplice. Meno semplice è distaccare Casapound da un clima di preoccupante violenza e a testimonianza di ciò vengono citati i testi delle canzoni di Gianluca Iannone, l’arresto di Alberto Palladino e i ritrovamenti fatti dalla polizia nella sede di La Spezia di Casapound. Nell’articolo, inoltre, mostro preoccupazione per i manifesti che inneggiano a squadracce fasciste e per il candore con cui Iannone definisce i militanti di Casapound i fascisti del Terzo millennio. E sa perchè? Perchè per noi italiani il fascismo è un brutto ricordo. E’ stato guerra, violenza e razzismo.
    Quanto alla sua ultima domanda: “chi vi autorizza a mandare online questi obrobri?” , le risponderò francamente. Non credo che il mio articolo sia un obbrobrio (si scrive con due b) ma lei è libero di pensarlo.
    L’articolo è stato pubblicato perchè mediapolitika si propone l’obiettivo di analizzare i fatti, per poi raccontarli, cercando di favorire il dibattito e la discussione. Se così non fosse non avremmo pubblicato questo suo commento che ad una lettura attenta appare privo di ogni fondamento e meramente provocatorio.
    Le auguro buone feste,
    Pierfrancesco Demilito

  4. Passi che io sia ignorante; anche se la verità è che non ho l’abitudine di rileggere i miei scritti in quanto consapevole di non partecipare ad un concorso di letteratura. Ma non passi il concetto che il fascismo si possa racchiudere in guerra, violenza e razzismo. O se proprio vuoi scriverlo, ti prego di aggiungere al periodo “secondo me”, “a mio parare”, “io ritengo”.
    Ti consiglio la lettura dello storico Pansa (che è un tuo “compagno” di merenda) e magari l’elenco delle Opere compiute da Mussolini durante il periodo fascista:
    ACQUA: per tutta la vita cercò acqua potabile e creò acquedotti, i più famosi Pugliese e Peschiera.

    AGRICOLTURA: La sua prima occupazione che continuò per tutta la vita fu l’agricoltura.

    AERONAUTICA: la trovò quasi inesistente e la portò tra le migliori d’Europa.

    ALBERI: istituì la Forestale.

    AMMINISTRAZIONE: non sapeva amministrare i suoi soldi ma per quelli dello Stato fu modello.

    ANALFABETISMO: eravamo i primi in Europa, siamo diventati ultimi nell’Analfabetismo.

    ANIMALI: puniva chi li maltrattava.

    ARCHEOLOGIA: sviluppà l’archeologia in tutti i suoi rami.

    ARCHIVI: dal 1923 istituì gli archivi statali.

    ARTIGIANATO: dopo la cura dell’agricoltura ci fu per il Duce quella dell’artigianato.

    ASFALTO: centuplicò le strade, fu il primo ad utilizzare l’asfalto.

    ASSEMBLEA: amava le assemblee con gli stranieri, fondò la FAO.

    ASSISTENZA: creò l’opera Maternità e per l’infanzia per l’assistenza di tutti: piccoli e grandi.

    ATEISMO: il primo che fece sentire il nome di Dio e della Chiesa in Parlamento.

    ATLETICA: ci volle tutti atleti, iniziò con la ginnastica dall’asilo alla maturità.

    AUTARCHIA: siamo vissuti alcuni mesi in perfetta autarchia. I primi nel mondo.

    AUTOMOBILE: la volle per tutti. vedi: Balilla, Topolino.

    BIBLIOTECA: volle in tutti i paesi d’Italia la biblioteca a disposizione di tutti.

    BONIFICHE: bonificò milioni di ettari di terreno, rendendoli da incolti, fertilissimi.

    BRIGANTAGGIO: la Mafia e la Camorra furono completamente eliminate in Europa.

    CALCIO: fece del gioco del Calcio il gioco nazionale, l’Italia vinse due titoli mondiali.

    CAMPEGGIO: amava il campeggio e lo fece amare agli italiani.

    CARBONE: fece scavare carbone in tutte le regioni d’Italia, Carbonia ne è la prova.

    CASA: forse la preoccupazione più grande del Duce fu la casa per tutti, costruì le Case popolari per i poveri.

    CHIESE: costruì migliaia di Chiese, solo nelle paludi Pontine ne costruì 126 (es. Aprilia)

    CINEMA: amo’ il cinema, fece costruire CINECITTA’.

    CIRCEO: un borgo antico abbandonato fatto rinascere come Parco Nazionale.

    COLONIALISMO: definito il piu’ grande colonizzatore, perchè fece come Roma, volle le colonie.

    CONSORZI: il Duce fondò i consorzi agrari al servizio degli agricoltori.

    CONTADINI: tra tutti i lavoratori amava i contadini, i piu’ utili d’Italia.

    COSTRUZIONI: per tutta la vita fece costruire case, palazzi, ministeri.

    DEMOCRAZIA: se tra tutti i politici c’è un Democratico è il Duce, seguiva il popolo.

    DITTATURA: quella del Duce non fu dittatura ma democrazia popolare.

    DISCIPLINA: è vero, però, che il Duce voleva completa disciplina e guai se….
    .
    DIGHE: ne fece costruire molte per raccogliere le acque.

    DOPOSCUOLA: fondò i Doposcuola per completare la preparazione degli alunni.

    DESERTO: fece del deserto libico zona di altissima produzione agricola.

    DISOCCUPAZIONE: la maggior preoccupazione per il Duce fu’ sempre la disoccupazione.

    ILLUMINAZIONE: al Duce piaceva la luce, illuminazione in città e paesi.

    INTERNAZIONALISMO: volle avere contatti con tutti gli Stati della Terra.

    LIBERTA’: parola fatidica per il Duce: libertà completa, controllata e civile.

    LIRA: aumentò il valore della Lira.

    MILLE MIGLIA: creazione del Duce.

    MONZA: questo circuito venne ideato da Mussolini.

    OSSERVATORI: i suoi capolavori: Trieste, Genova, Merate, Brera, Campo Imperatore

    EDILIZIA. costruzioni, monumenti, scuole.

    ENCICLOPEDIA: il Duce è l’autore della piu’ grande e completa Enciclopedia del mondo.

    ESPORTAZIONE: un altro punto fisso del Duce: esportare i nostri prodotti agro-industriali.

    ETIOPIA: è questo l’Impero coloniale sospirato dal Duce per il popolo.

    FERROVIE: moltiplicate dal Duce.

    FORO: il foro era per il Duce il centro dell’ Impero.

    GELA: cambio’ il nome (era Terranuova) e ne fece una moderna citta’ italiana.

    CITTA’ GIARDINO: ogni città italiana ha una città giardino detta Mussoliniana.

    GIORNALE: creò 7 giornali.

    GOVERNO: il vero governo fu’ il suo, rimasto al potere 20 anni.

    GUARDIE: fondò la Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale, la Guardia di tutti.

    PREVIDENZA SOCIALE: in ogni città vi è il palazzo della Previdenza Sociale.

    PINO, PIOPPO, ABETE: piante predilette dal Duce che distribuiva in tutta Italia.

    RADIO: Mussolini amava la radio e il suo inventore aiutato da lui.

    REFERENDUM: non ne aveva bisogno perchè era sempre con il popolo.

    REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA (R.S.I.): fu un bene operato dal Duce per la salvezza della Patria.

    RISPARMIO: era scrupolosamente risparmiatore nelle spese dello Stato.

    RIVOLUZIONE: se rivoluzione vuol dire trasformazione, il Duce ha vinto.

    ROMA: la sua passione, la Dea, l’Alma, la divina del Duce, ne fece una metropoli, vedi le sue strade, le sue piazze, i viali, i palazzi, i ministeri, le accademie, le università, l’antico portato alla luce del sole per nostro godimento.

    ‘900 : è uno stile di vita creato dal Duce, così nell’arte così nelle opere.

    PANE: per avere il pane per tutti vinse la battaglia “del grano”.

    RICERCHE: fondò l’istituto delle Ricerche.

    RIFORMA: ha riformato tutto, scuola, politica, Parlamento, vita stessa.

    RIMBOSCHIMENTO: uno dei motivi della Forestale rimboscare tutto: monti, piani.

    RINASCIMENTO: il fascismo vero moderno Rinascimento di tutto e di tutti.

    TEMPO LIBERO: voleva che i giovani utilizzassero il tempo libero nella ginnastica.

    TERME: il Duce amante dei romani li imitò in tutto e quindi anche nelle Terme.

    TREBBIATRICI: ne comprò molte ai contadini..

    TRIBUNALE DEL POPOLO: volle istituire il Tribunale del popolo per la difesa di questo.

    TRIBUNALE SPECIALE: destinato per i nemici dello Stato e del Governo. L’unica condanna era quella del carcere o dell’esilio, mai la morte.

    TUBERCOLOSI: era come la sifilide, inguaribile. Costrui’ il Forlanini per la sua cura.

    UNIVERSITA’: ha costruito innumerevoli università, anche la Città Universitaria a Roma.

    URBANISTICA: la scienza che ha maggiormente eseguita, infatti, ecco le città.

    UTOPIA: il fascismo non fu utopia perchè ha realizzato ogni cosa propostasi, fu’ utopia il Comunismo che pensava di conquistare il mondo, ma ha fallito.

    VACCINAZIONE ordinò la vaccinazione di tutti i bambini anche i piu’ piccoli.

    VELA: divenne sport al tempo del Duce come altri sport non esistenti allora.

    VIGILI DEL FUOCO: istituiti dal Duce.

    FINANZE: altro Corpo istituito dal Duce, prima non era militarizzato.

    VULCANO: propose fin da allora uno studio speciale sulle eruzioni dei vulcani.

    ZOLFO: il Duce cercò zolfo in tutte le regioni.

    LAGO DI NEMI: il Duce nel 1930-31 prosciugò il lago per ripostare alla luce le navi romane.

    PROVINCIE: furono 72, ne fondò altre sedici: Agrigento, Enna, Latina, Frosinone, Massa, Matera, Pistoia, Ragusa, Rieti, Terni, Savona, Varese, La Spezia ecc..

    CITTADINE E COMUNI COSTRUITI DAL DUCE IN 10 ANNI: Latina, Aprilia, Sabaudia, Pomezia, Guidonia, Ardea, Ostia Lido, Fregene, Palo, LAdispoli, Mac.

  5. Caro Maurizio Rana,
    Deduco che ha riletto il mio articolo con attenzione e questa volta più che su Casapound si è concentrato sul fascismo o meglio su quelli che lei considera meriti del regime. Già regime, perchè lei sembra dimenticare che durante quel ventennio il paese ha vissuto una dittatura. Il suo lungo elenco, copiato e incollato da fonti certamente autorevoli, è però più che discutibile in numerose voci. E un elenco altrettanto, se non più, lungo potrebbe essere fatto, ma questa volta di demeriti, da quelle famiglie che hanno subito le violenze delle squadracce, da chi all’epoca era vicino a quei politici costretti con maniere non certo cortesi alla vita privata (e chi non chinava la testa sappiamo che fine ha fatto, ricorderà certamente il delitto Matteotti), da quei soldati inviati e dimenticati in Russia, da quegli italiani di origine ebraica strappati dalle loro case e dalle loro famiglie. Lei è pugliese e allora certamente saprà che nei pressi di Gioia del Colle, poco lontano dalla sua Bisceglie, esisteva un campo di concentramento. Vede non è necessario viaggiare fino alla Germania per vederne uno.
    Non dirò nè oggi nè domani che il fascismo è stato “a parer mio” un’esperienza negativa, perchè che le piaccia o no è riconosciuto storicamente come una pagina vergognosa della storia d’Italia, non è una mia opinione, e farebbe bene a convincersi di questo anche lei.

  6. Ciao Maurizio. Ci conosciamo bene, no? E sai bene che il direttore di questo periodico settimanale è proprio il sottoscritto. Al di là del contenuto del pezzo – che può essere condiviso o meno dai lettori – e al di là del dibattito che suscitato (come vedi nient’affatto censurato!), voglio spiegarti come funziona MEDIAPOLITIKA.

    Ho messo sù questo settimanale 3 anni fa con l’idea di avere come linea editoriale NESSUNA LINEA EDITORIALE. Mi spiego meglio: Mediapolitika è una piattaforma di informazione e approfondimento non gerarchica in cui non ci sono filtri preventivi, autorizzazioni preventive, imposizioni nel trattare e nel modo di trattare gli argomenti se non quelle dell’onestà intellettuale nel trattare gli stessi e del rispetto della deontologia professionale.

    Ripeto: è legittimo non condividere i contenuti ma non credo possa essere legittimo definire “obbrobrio” un articolo – pur non condivisibile – che viene pubblicato dal sottoscritto – quale direttore responsabile – nel rispetto della totale libertà di espressione di cui la libera stampa deve farsi paladina. Se tu dovessi ravvisare disonestà intellettuale in questo pezzo, falsificazioni, violazione di norme deontologiche sei liberissimo di segnalarlo e i tuoi interventi troveranno – come d’altronde hanno trovato i tuoi commenti – spazio sul nostro periodico. E spazio su questo periodico troverà anche una tua riflessione di commento al pezzo se riterrai di scriverla…

    Per quanto riguarda il contenuto del pezzo mi riservo di scrivere anche io qualcosa a riguardo. E – come sa anche il mio redattore Pierfracesco – ho un’idea abbastanza chiara riguardo all’arroccarsi nel gioco dannoso delle opposte fazioni.

    Detto ciò, mi spiace che proprio tu, che sei consapevole di quanto per certa Destra (e non mi riferisco a quella violenta e xenofoba) sia stato difficile – se non impossibile – in anni anche recenti il solo manifestare le proprie idee… che proprio tu, dicevo, possa criticare la libera espressione “di una penna” scrivendo “Ma chi vi autorizza a mandare online questi obbrobri?”. ECCOLO… CHI AUTORIZZA! IL SOTTOSCRITTO CHE SA BENE COSA SIGNIFICA NON POTER ESPRIMERE LE PROPRIE IDEE PER PREGIUDIZIALI IDEOLOGICHE DELLA CONTROPARTE.

    Sul merito del pezzo, ti ripeto, e sul dibattito storiografico successivo ci tornerò anche io, promesso.

    A presto

    Vincenzo

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