Atp Amburgo. Fognini da sogno vola in finale. Del Bonis stupisce ed elimina Federer

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L’Atp di Amburgo ha la sua finale. Come sperato dai tifosi, il giorno in cui Roger Federer aveva annunciato a sorpresa la sua presenza al 500 tedesco, non ci sarà l’elvetico a giocarsi il titolo. Federer ha infatti lasciato spazio all’argentino numero 114 del mondo Federico Del Bonis. Non è bastato il cambio di racchetta a risolvere tutti i problemi per il 5 del mondo; la Wilson nera cromata con il piatto corde 98 pollici anzi che 90 ha accompagnato lo svizzero solo fino alla semifinale persa giocando male.

I miglioramenti sperati ancora non si sono visti, si qualche stecca in meno e forse un po’ meno fatica nello spingere il colpo, ma a preoccupare Federer e i suoi tifosi adesso è la condizione fisica. La schiena ancora non offre garanzie e gli spostamenti per preparare il dritto non sono mai stati fluidi e rapidi. Problemi da risolvere e che lasciano ancora dei punti interrogativi in vista della stagione sullo stancante cemento americano.

Dall’altra parte ha invece vissuto la giornata da sogno il 22enne Del Bonis. Attivo soprattutto nel circuito Challenger, Del Bonis arriva alla sua prima finale Atp e lo fa partendo addirittura dalle qualificazioni. Il doppio 7-6 rifilato a Federer è frutto di tanta potenza da fondo campo, aggiunta a un poderoso servizio mancino e a qualche tocco di ricamo sotto rete che non ha guastato, specialmente in chisura di secondo set.

Super Fognini – Ad aspettare Del Bonis domani ci sarà, per la gioia dell’Italia, ancora una volta Fabio Fognini, che in Germania ormai ci ha preso gusto a sbalordire. Dopo la vittoria a Stoccarda ecco la finale ad Amburgo. Battuto Haas nei quarti l’impresa si è ripetuta oggi annichilendo uno specialista del rosso, lo spagnolo Nicolas Almagro.

La solidità finalmente trovata da Fabio è impressionante, e unita al tantissimo talento sta finalmente facendo fare a Fognini il salto di qualità che quest’anno si era già intravisto in Davis. 6-4 7-6, con un tie break spettacolare, è il punteggio con cui, il prossimo top 20, si è guadagnato una finale che, senza Federer dall’altra parte della rete, è tremendamente alla portata.

di Cristiano Checchi

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