Casapound si rifà il trucco con Salvini
Salvini si sta rifacendo il trucco, o meglio, il trucco è sempre lo stesso: populismo e xenofobia per raccattare voti, poltrone e potere. Diciamo, però, che da qualche mese a questa parte ha messo in campo una gigantesca operazione di make up. Dai suoi discorsi sono sparite le offese al Sud, ai terroni, a Roma ladrona; durante le feste dei giovani padani in camicia verde ha smesso di cantare con una birra in mano: “sono arrivati i napoletani, scappano anche i cani”; ha iniziato ad indossare felpe con su scritto Sicilia o Roma. Per Salvini, ormai, il Meridione d’Italia non è più solo “camorra, pizza e formaggio salato” ma un utile bacino di voti.
Con Noi con Salvini il leader leghista sta lanciando un salvagente a tutti quei piccoli politici locali che stanno vedendo naufragare il loro potere politico insieme a tanti partiti che nella destra moderata hanno fallito. In queste ore tanti ex Udc, Forza Italia, Ncd, etc, stanno sposando convintamente la causa di Salvini. E così chi ieri riempiva di anziani in gita i pullman che dovevano accorrere alle manifestazioni di Berlusconi, oggi si spende sul territorio per riempire le sale di Salvini nel sud Italia.
Basta far sparire il vecchio nome, creare un nuovo logo utilizzando un rassicurante fondo blu e tutto il passato viene cancellato. Così ha fatto Salvini e così intendono fare Casapound e il suo leader Simone Di Stefano. I fascisti del Terzo Millennio, infatti, hanno recentemente dato vita a Sovranità e mandato in soffitta la tartaruga per fare spazio a tre spighe italiche e dorate (naturalmente su fondo blu).
L’associazione nasce con l’intento di “unire chi ama la Nazione e vuole sostenere le idee di Matteo Salvini”. Di Stefano, in un’intervista al sito d’area ilbarbadillo.it, afferma che: “ Casapound aderisce a Sovranità.Tuttavia Sovranità è qualcosa di più largo”. Sarà, ma al momento tutti i responsabili regionali e provinciali di Sovranità provengono dalle file di Casapound e i coordinatori nazionali sono Davide Di Stefano e Mauro Antonini, dirigenti nazionali di Casapound, attualmente collaboratori dell’Europarlamentare Mario Borghezio (pagati dal Parlamento Europeo). Più che un’adesione sembrerebbe un’invasione.
Casapound è ormai alle spalle e in breve tempo Sovranità ha raccolto sponsor importanti: il quotidiano il Tempo ha offerto il suo patrocinio per organizzare a Roma un convegno sui Marò, l’ex ministro degli Esteri Giulio Terzi ha partecipato al convegno romano in cui è intervenuto anche Simone Di Stefano e Vittorio Feltri ha presenziato alla presentazione dell’associazione a Milano.
Ma gli sponsor non sono sempre nomi famosi e in Puglia, ad esempio, si sono dovuti accontentare dell’adesione dell’On. Giuseppe Gallo, ex militante di Alleanza Nazionale che in Parlamento non siede più dal 2006. Gallo ha tentato di ritornare sulla scena politica candidandosi alle scorse europee con Fratelli d’Italia ma l’avventura elettorale non è andata bene ed ora cerca nuove fortune con Sovranità. D’altronde Di Stefano aveva parlato chiaro: “Sovranità è un contenitore che vuole sostanzialmente portare il mondo della Destra all’interno del progetto salviniano in maniera chiara e pulita”. Insomma, Di Stefano vuole lanciare ai naufraghi della destra quel salvagente che Salvini ha lanciato ai moderati.
Questi due mondi: gli ex seguaci del Cavaliere, di Alfano o di Casini, gli ex missini, i delusi della Meloni in cerca di un carro più solido e i fascisti del Terzo Millennio ripuliti si riuniranno tutti insieme il prossimo 28 febbraio per ascoltare il comizio del nuovo leader, Matteo Salvini, in Piazza del Popolo a Roma. Le bandiere di Noi con Salvini e di Sovranità sventoleranno insieme ma non saranno le uniche a sventolare in città. Per le strade della Capitale, infatti, sfilerà nel pomeriggio di sabato il corteo dei #maiconsalvini, iniziativa che unisce artisti, studenti, migranti, associazioni di sinistra, centri sociali, movimenti per la casa, comitati per l’acqua pubblica, circoli Anpi, sindacati di base e attivisti Lgbt, Gli organizzatori del corteo scrivono in un comunicato che la manifestazione rappresenta: “un passaggio doveroso per arginare l’avanzata dei populismi xenofobi rappresentati in tutta Europa dalla Lega, da Le Pen e dai movimenti di estrema destra”.