Serie A. Alla scoperta di Paulo Sousa e della Fiorentina che sarà

Dopo un periodo abbastanza lungo e frenetico, la Fiorentina riesce a presentare il suo nuovo allenatore. Il nome circolava ormai da qualche settimana, la scelta aveva fatto anche storcere la bocca ad alcuni tifosi che avevano lasciato scritte non edificanti sui muri nei pressi dell’Artemio Franchi, la decisione infatti è caduta su Paulo Sousa, ex centrocampista con trascorsi in Italia al Parma, all’Inter ed alla Juventus.
Proprio questo passato bianco nero non viene perdonato al portoghese. Ma l’iniziale diffidenza sembra essere scomparsa dopo la presentazione, inoltre l’allenatore ha subito detto che è consapevole di essere considerato per ora solo come un ex giocatore della Juventus, ma che vorrebbe al termine di questo periodo poter essere ricordato per le vittorie con la Fiorentina. Daniele Pradè introducendo l’allenatore ha svelato come già tre anni fa fosse stato cercato, lasciando intendere che fosse in lizza con Montella per un posto da mister della Fiorentina.
A proposito di Montella, il suo spettro aleggiava durante tutta la presentazione, inutile nascondere come il tecnico napoletano e la dirigenza viola non si siano lasciati nel migliore dei modi. Paulo Sousa però ha detto di aver ammirato i recenti anni della Fiorentina ed il modo di giocare a viso aperto e propositivo della squadra di Montella, non sarà facile fare di meglio, tre quarti posti in tre anni, di questi uno ottenuto dopo una lotta punto a punto con il Milan di Balotelli, che molti strascichi polemici ha lasciato sulle sponde dell’Arno, una finale di Coppa Italia, persa a Roma contro il Napoli ed una semifinale di Europa League con il Siviglia poi vincitore della competizione.
Il nuovo allenatore ha detto però di voler mantenere una continuità con il progetto passato e di voler aggiungere del suo. A differenza di Montella, Sousa si presenta a Firenze con delle vittorie nel suo palmares, un campionato svizzero, un campionato israeliano ed alcune coppe ungheresi. Niente di sensazionale, ma la mentalità sicuramente è quella del vincente, per un atleta che da giocatore ha vinto tutto, comprese due Champions League con Juventus e Borussia Dortmund. Le parole d’ordine della nuova Fiorentina saranno divertimento e lavoro, per ottenere delle vittorie ha detto il nuovo tecnico. Poi il portoghese ha risposto ad alcune domande, a chi gli chiedeva dell’impatto con il calcio italiano, ha detto che non vede l’ora di confrontarsi con i colleghi del nostro Paese. Sono state fatte inoltre delle domande sul suo stile di gioco, volto solitamente a manovre corali al servizio di una sola punta. Il portoghese però ha sottolineato come il suo Basilea quest’anno nonostante l’utilizzo di un solo attaccante, se paragonato ai cinque grandi campionati, abbia segnato meno reti solo in confronto a Real Madrid e Barcellona.
Poi ha preso la parola Daniele Pradè, facendo capire quali sono le intenzioni della dirigenza e spiegando come, poiché la Fiorentina fino al 23 agosto non giocherà partite ufficiali, sarà un ritiro particolarmente lungo, che farà capire alla società come muoversi per accontentare l’allenatore. Il DS infatti ha ribadito che tifosi non devono farsi scoraggiare qualora non vengano accostati grandi nomi alla loro squadra, come sta accadendo per alcune competitor della Fiorentina, ma attendersi giocatori utili al progetto, scelti insieme al proprio allenatore. Lo stesso Sousa ha detto che se la Fiorentina non si porrà limiti potrà raggiungere anche le squadre che spendono di più.
Le premesse quindi sono le migliori, per un allenatore che parla perfettamente l’italiano e quindi non avrà bisogno di interpreti per farsi capire dalla squadra, il problema ora riguarda proprio la Fiorentina, le scelte della società dovranno essere perfette, in questi tre anni è sempre mancato qualcosa per rendere la squadra viola veramente competitiva sia in Italia che fuori. Vincenzo Montella oggi è visto come un allenatore bravo e che ha fatto giocare bene la Fiorentina, ma non vincente, tutta via il napoletano aveva chiesto garanzie tecniche non arrivate. Ma, se invece, fosse stato proprio l’ex tecnico l’elemento in più che ha permesso ai viola di arrivare dove arriva in questo triennio, i tifosi non potranno dormire sonni sereni, anche perché la società non si impegnerà più con acquisti roboanti e dagli ingaggi pesanti come Mario Gomez ed anzi usciranno dalla rosa stipendi importanti come quelli di Aquilani e probabilmente Pizarro. Va tenuta accuratamente d’occhio anche la situazione Salah, i contatti tra l’entourage dell’egiziano e l’Inter ci sono stati, la sensazione è che l’ex Chelsea possa rimanere in viola, solo a patto di avere rassicurazioni sia a livello economico che di progetto. Come ha detto Pradè l’Estate sarà lunga, ma Paulo Sousa dovrà essere bravo a renderla il più dolce possibile per evitare ripercussioni su una piazza che già a metà giugno sta iniziando a ribollire.
di Francesco De Felice