Giro d’Italia, lo squalo colpisce ancora: trionfa Nibali
Ciclismo, uno sport, una metafora di vita, perchè proprio quando tutto sembra irrimediabilmente compromesso, quando tutto va storto, con un con un pizzico di fortuna ma soprattutto con tanta forza di volontà si può arrivare dove non si credeva possibile, sovvertendo ogni pronostico. Questo ed altro ha fatto “lo Squalo” Vincenzo Nibali.
Il ciclista siciliano dell’Astana ha vinto la 99esima edizione del Giro D’Italia emozionando tutta Italia. Ieri passerella finale in occasione dell’ultima tappa che da Cuneo arrivava a Torino ma la storia era stata già scritta prima, la terz’ultima e la penultima frazione sono da iscrivere tra le più belle pagine di questo sport, hanno riavvicinato l’Italia al ciclismo che dopo anni bui ha regalato a tutto il popolo del bel paese un campione vero capace di sognare e far sognare.
La percezione che qualcosa di grande stava per succedere si è avuta, appunto, venerdì quando, durante la tappa che da Pinerolo portava a Risoul, l’allora maglia rosa Kruijswjik, suo malgrado, precipitava al suolo dando il via alla rimonta dello squalo. Il primo a tagliare il traguardo fu Nibali, che non solo si posizionava al secondo posto in classifica generale ma accorciava notevolmente il suo svantaggio dalla nuova maglia rosa Esteban Chaves. Il giro si riapriva allora clamorosamente, l’impossibile stava diventando possibile, il cuore e la voglia di riemergere del campione dell’Astana stava pagando e il bersaglio grosso ora era veramente alla portata. Sabato il gesto sportivo diventa leggenda, quelle immagini difficilmente si arrenderanno al tempo ma resteranno indelebili nelle nostre menti.
Si parte da Guillestre, un tappone vero e proprio, pendenze da urlo che conducono all’arrivo, anch’esso in salita a Sant’Anna di Vinadio. Il ciclista siciliano e la maglia rosa Chavez corrono a braccetto, si studiano e osservano per più di 100 Km, nessuno dei due vuole farsi cogliere impreparato ma a pochi km dall’arrivo il colpo del campione, Nibali lascia sul posto Chavez che arranca, il colombiano non ce la fa più mentre il nostro Vincenzo con forza e tenacia corre volando verso la gloria. Tutta Italia pedala con lui fino al traguardo, traguardo che lo vedrà finalmente maglia rosa, alla fine 52 secondi guadagnati su Chavez, un vantaggio incolmabile che gli permetterà di sfilare sino a Torino da sicuro vincitore. Un finale per cuori forti, che pochi sport tra i quali il ciclismo possono regalale, un finale da film, una sceneggiatura perfetta per un finale perfetto. Vince Nibali, vince l’Astana tutta, perché Vincenzo senza i suoi compagni non avrebbe potuto fare tutto ciò, si perché Taaramae, Fuglsang ma soprattutto Scarponi rinunciano ai propri sogni di gloria mettendo al primo posto il proprio capitano. Gioco di squadra, tattica ma anche il colpo del campione, solo così si può trionfare in una delle gare a tappe più difficili e dure del ciclismo, il giro d’Italia. Un uomo solo al comando, la sua maglia è celeste, il suo nome questa volta è Vincenzo Nibali.
di Claudio Serratore