Monte dei Paschi di Siena: la lista dei grandi insolventi
Monte dei Paschi di Siena, cominciano a essere noti i debitori morosi che hanno contribuito alla situazione critica della banca senese
Difficile la situazione in cui versa la banca Monte dei Paschi di Siena. Nello scorso fine settimana il presidente dell’Abi Antonio Pautelli aveva richiesto che fosse reso pubblico l’elenco dei grandi debitori della più antica banca italiana. Da allora si accumulano i nomi degli insolventi che hanno contribuito a far precipitare MPS nella situazione attuale. Nonostante l’opposizione della banca, che non voleva danneggiare la reputazione dei suoi debitori, la lista ha iniziato a trapelare da più fonti. Si tratta per la maggior parte di persone giuridiche, che dal 2011 non hanno più diritto alla tutela della privacy.
Ad aver contribuito ai 47 miliardi di prestiti morosi ci sarebbero grandi nomi dell’industria e dell’economia italiana. Per esempio il gruppo Sorgenia, della famiglia De Benedetti. Con un debito di ben 1,8 miliardi con il sistema bancario, i De Bendetti non si sono resi disponibili a ricapitalizzare come richiesto dalle banche. Ben un terzo di questa cifra era dovuto a MPS, una cifra enorme rispetto al pool di 15 banche coinvolto. Adesso la banca senese è proprietaria di un pacchetto di titoli corrispondente al 17%; titoli che erano stati svalutati dalla stessa banca a 36 milioni. L’unico modo possibile per rientrare dal credito è risanare la società o venderla.
Il problema alla radice dei debiti insoluti di MPS, quindi, sta per la maggior parte nel credito concesso ad aziende poi entrate in crisi: come per esempio a Giuseppe Statuto. Il proprietario di svariati hotel di lusso in giro per l’Italia, non sembra fosse insolvente per diverse rate di mutuo per un totale di 160 milioni. La soluzione per la banca è stata di pignorare l’Hotel Danieli di Venezia. Ancora una volta, quindi, MPS si trova a essere azionista e imprenditore, travalicando quindi i limiti di quelli che sarebbero i compiti di una banca. Una situazione che rischia di replicarsi con la holding Impreme, della famiglia Mezzaroma. La banca rischia di trovarsi esposta per oltre 100 milioni. Il rischio è di ritrovarsi in possesso di un altro pacchetto di titoli o azioni con un valore comunque inferiore al debito iniziale.
Proprio i Mezzaroma sarebbero coinvolti in un altro grande fallimento della banca, questa volta in ambito calcistico. Nel 2010, infatti, Massimo Mezzaroma è stato presidente della Ac Siena Calcio, che nel 2015 ha decretato il fallimento, con oltre 54 milioni di debito, dovuti interamente al Monte dei Paschi di Siena.
MPCS raccoglie oggi anche l’eredità della troppa fiducia nel 2000 nelle aziende di shipping campano. In quegli anni, in pieno boom del settore, MPS istituì un pool a Napoli per seguire e finanziare le imprese coinvolte in quel settore. Caso eclatante la Deiulemar di Torre del Greco, sopranominata la Parmalat del mare. La MPS aveva investito più di 720 milioni di euro.
Non mancano le partecipate pubbliche: MPS è titolare di pegni o azioni in svariate imprese pubbliche, come l’Aeroporto di Siena, Scarlino Energia, Fidi Toscana, e le terme di Chianciano.
Troppa delicatezza nei confronti di questi immondi speculatori !
Quanta delicatezza nei confronti di immondi speculatori !