Amarcord: l’Atletico Van Goof, la squadra nata in televisione
C’è un comune italiano in provincia di Bologna, abitato da poco più di 15 mila persone e che si chiama Castenaso. La locale squadra di calcio si chiama Atletico Castenaso e milita nel regionale campionato di Prima Categoria; nulla di strano, dunque, forse nulla che desti particolare interesse nel panorama calcistico italiano. Ma c’è qualcosa di curioso, invece, perchè la denominazione esatta di questa squadra è Atletico Castenaso Van Goof e il suo è il proseguimento di una storia particolare ed unica nel suo genere.
Quando le partite di serie A si potevano ascoltare solamente alla radio e dalle voci dei cronisti di Tutto il Calcio Minuto per Minuto, in televisione c’erano pochi programmi sportivi la domenica pomeriggio, mentre tutti gli appassionati attendevano con ansia le 18:10, storico orario di inizio di Novantesimo Minuto che mostrava in anteprima i gol della giornata di campionato. Solo le televisioni private erano solite mandare in onda programmi specifici durante le partite, con inviati che seguivano le gare delle squadre locali, aggiornando poi anche i risultati delle altre e mantenendo in grafica la classifica aggiornata in tempo reale. All’inizio degli anni novanta, però, la Rai ha un’intuizione che cambierà il modo di seguire le partite degli italiani: Fabio Fazio e Marino Bartoletti ideano la trasmissione Quelli che il Calcio, un programma di intrattenimento sportivo con collegamenti dai campi di serie A, aggiornamenti costanti, classifiche aggiornate e perfino qualche minuto in diretta di Tutto il Calcio Minuto per Minuto in cui venivano addirittura mostrati i volti dei radiocronisti durante il racconto della partita, una novità assoluta per gli appassionati che, nell’epoca precedente ad internet, raramente avevano avuto l’opportunità di conoscere le facce della radio, rimaste per anni nel mito dell’immaginazione associata alle voci. Quelli che il Calcio diventa di anno in anno una trasmissione cult, Fazio è brillante ed ironico, Bartoletti è la parte più seria del programma, accanto a loro c’è il vecchio Carlo Sassi (ex moviolista della Domenica Sportiva, ormai in pensione) che è all’apparenza austero ma che si lascia andare a sorrisi e battute, specialmente quando la sua squadra del cuore, la Cremonese, vince festeggiando la salvezza in serie A o la promozione dalla B.
Fra i vari personaggi che si alternano all’interno del programma c’è lo juventino Idris, senegalese ma torinese di adozione, e c’è l’anziano cantautore olandese Peter Van Wood che, oltre a cantare e suonare, è un astrologo e a lui viene l’idea di diventare l’uomo dei pronostici della trasmissione. L’iniziativa si trasforma ben presto in uno psicodramma perchè Van Wood non indovina un pronostico neanche per sbaglio, venendo sbeffeggiato dai presenti a Quelli Che il Calcio che ridacchiano ad ogni parola dell’olandese per poi ricoprirlo di ironico ridicolo al risultato finale che puntualmente smentisce le previsioni del povero astrologo che non sa bene se ridere o vergognarsi. Ben presto, Fabio Fazio ha l’idea geniale: accanto alla postazione di Van Wood viene posto un gigantesco gufo di cartapesta, subito rinominato Van Goof, in chiara opposizione al cognome dell’astrologo olandese; non solo questo, però, ad ogni inizio di puntata, Van Wood sceglierà una partita e darà il suo pronostico, se esso sarà indovinato, l’olandese prenderà un punto, se sarà sbagliato, invece, il punto lo prenderà il gufo alle sue spalle. La scena si ripete ogni domenica ed è uno spasso, perchè spesso e volentieri a vincere è il gufo Van Goof che in men che non si dica diventa la mascotte di un programma ormai seguitissimo, perchè nelle case degli italiani spesso si tiene accesa la radio su Tutto il Calcio Minuto per Minuto, ma si accende anche la tv per seguire le gag di Quelli che il calcio che, in ogni caso, è puntualissimo nell’aggiornare i risultati delle partite, commentando anche le sorti del campionato.
E’ la stagione 1996-97 quando Quelli che il Calcio è ormai un appuntamento fisso in televisione la domenica pomeriggio, tanto che la Rai lo ha spostato dal terzo al secondo canale, ed appuntamento fisso è anche quello coi pronostici di Van Wood che continua costantemente a fare cilecca, tanto che gli ospiti della trasmissione sono contrariati e spaventati quando le predizioni dell’olandese riguardano la loro squadra. Ma Fazio e Bartoletti guardano già oltre: “E se fondassimo noi una squadra di calcio vera, chiamandola Van Goof?”, dice il conduttore al collega in una riunione di redazione. L’idea nasce per caso, probabilmente come battuta, ma lentamente inizia a far breccia nella mente del duo giornalistico che ci mette poco a prendere la decisione: telefonate in federazione, uno sponsor tecnico che fornisca il materiale, i contatti giusti nel calcio dilettantistico, infine il colloquio decisivo coi vertici Rai per far sponsorizzare ufficialmente la squadra dal programma stesso. Quelli che il Calcio è una trasmissione di tale successo che la televisione pubblica vuole cavalcare l’onda: alla gente piace, le spese non saranno ingenti, l’avventura si può iniziare; nell’estate del 1997 viene scelta Bologna come sede della società che viene denominata Atletico Van Goof, iscritta alla Terza Categoria e ovviamente con un grosso gufo come stemma. Le maglie saranno a scacchi bianchi ed arancioni, il campo casalingo il “Centro Sportivo Ca’ de Mandorli” vicino San Lazzaro di Savena, l’idea di Fabio Fazio, fra l’ironico ed il serio, è di portare la squadra in 10 anni dalla Terza Categoria alla serie A.
Il 27 agosto 1997 l’Atletico Van Goof viene ufficialmente iscritto alla FIGC e partecipa al campionato di competenza, la Terza Categoria, ultimo livello del panorama calcistico italiano. Quelli che il Calcio effettua ogni domenica collegamenti con la partita dell’Atletico, festeggiando in caso di vittoria e facendo ascoltare l’inno scritto e cantato da Claudio Baglioni, divenuto simpatizzante della squadra. Dopo due anni in Terza Categoria, il Van Goof vince il campionato e nel 1999 viene promosso in seconda fra il tripudio della trasmissione e di Peter Van Wood, immortalato mentre festeggia la promozione del club bolognese, abbracciato al celebre gufo accanto a lui. Spesso infoltito da inviati della trasmissione, l’organico del Van Goof è abbastanza competitivo e la squadra, grazie alla celebrità data dal programma Rai, ha un discreto seguito di pubblico, oltre ad essere presa in simpatia da tutti gli italiani che la domenica guardano Quelli che il Calcio. L’ascesa calcistica è poi progressiva perchè nel 2000-2001 i biancoarancioni vincono anche il campionato di Seconda Categoria e vengono promossi in prima, proprio nell’anno in cui Quelli che il Calcio chiude l’era di Fabio Fazio che il 17 giugno 2001 conduce l’ultima puntata della sua invenzione televisiva e che nell’annata successiva verrà sostituito da Simona Ventura.
Con Fazio terminano anche i collegamenti con le partite del Van Goof, perchè la Ventura (anche giustamente) non vuole essere un clone del precedente conduttore ed imposta la trasmissione col suo stile, mantenendone il formato ma cambiando ospiti ed impostazione. Con lei nascerà il Maifredi Team, ad esempio, un gruppo di ex calciatori italiani che, diretti dal tecnico bresciano ex Bologna e Juventus, si produrranno nell’imitazione (spesso ottimamente riuscita) dei gol della giornata, mimando le azioni delle gare della serie A. Nessun collegamento con l’Atletico Van Goof che però prosegue la sua avventura calcistica approdando in Promozione nella stagione 2004-2005 ed in Eccellenza l’anno successivo, un doppio salto che rappresenterà anche il picco della società che da quel momento scenderà progressivamente, inghiottita anche da problemi economici che andranno via via ad ingrossarsi sempre più. L’esperienza in Eccellenza durerà un solo anno con l’amara retrocessione dopo i playout persi con la Dozzese, quindi 4 anni in Promozione prima della retrocessione e della fusione, nel 2012, con il Castenaso Villanova che dà luce al nuovo sodalizio Atletico Castenaso Van Goof, discendente del vecchio Atletico Van Goof e che sposta la sede a Castenaso, mutando anche qualcosa nello stemma e nei colori sociali che restano arancio e bianco ma con l’aggiunta del blu che richiama la scelta cromatica del Castenaso.
Oggi fanno meno effetto i risultati dell’Atletico Castenaso Van Goof che ha probabilmente perso quella genuinità e spontaneità che l’idea iniziale aveva partorito. Fabio Fazio è diventato un conduttore nazionale apprezzato e spesso anche criticato, Quelli che il Calcio ha perso fascino e seguito, a causa dell’avvento delle tv a pagamento e di conduzioni lontanissime da quelle che avevano nelle partite il fulcro del programma. Peter Van Wood è morto nella primavera del 2010, lasciando il ricordo di un personaggio autoironico e un po’ goffo, proprio come quel gufo che è stato il filo conduttore di una storia simpatica, allegra e leggera, in fondo le stesse caratteristiche di quella trasmissione televisiva che resterà nel cuore degli italiani che tanto l’hanno apprezzata dal 1993 all’inizio degli anni duemila.
di Marco Milan