Formula 1, Messico: Hamilton campione del mondo col brivido. Gara ad un monumentale Verstappen
Lewis Hamilton conquista a Città del Messico il quarto titolo mondiale della sua carriera raggiungendo nell’albo d’oro Alain Prost e Sebastian Vettel. Ma non è stato facile per l’inglese ottenere l’aritmetica certezza del campionato, perchè la gara messicana è stata lunga e tortuosa con incidenti al via ed Hamilton costretto alla rimonta dall’ultimo posto. A trionfare è stato Max Verstappen, imbattibile con una Red Bull trasformata rispetto ad inizio stagione e seria candidata per la vittoria del mondiale 2018.
POKER IRIDATO – Hamilton parte dalla terza casella dello schieramento, dietro a Vettel e a Verstappen. La partenza è da brividi con i tre piloti affiancati che provano tutti ad infilarsi in prima posizione, tanto da toccarsi l’uno con l’altro: Verstappen, già primo in curva, esce indenne dallo scontro mentre Hamilton e Vettel sono costretti alla sosta perchè l’inglese subisce una foratura ed il tedesco rompe l’ala. Ultimo e penultimo, i due duellanti per il titolo ripartono verso una rimonta che riesce meglio a Vettel che chiude quarto, meno ad Hamilton che con una fatica iniziale bestiale inizia a liberarsi degli avversari solo da metà gara in poi per chiudere nono, piazzamento sufficiente per laurearlo campione del mondo per la quarta volta nella sua carriera. Titolo meritato per il britannico che mai come quest’anno ha dimostrato che l’uomo può contare ancora più del mezzo, anche nell’era modernissima della Formula 1; Hamilton ha rimontato Vettel dalla fine dell’estate in poi, piazzando vittorie e pole position in serie, demolendo i rivali a partire dal compagno di squadra Bottas. E nel 2018 parte la caccia al record di 7 mondiali di Michael Schumacher: impresa impossibile? Per un Hamilton così, niente sembra impossibile.
OLANDESE VOLANTE – Ma la gara di Città del Messico la vince uno strepistoso Max Verstappen, dominatore assoluto del gran premio con quasi 15 secondi di vantaggio su Bottas secondo e distacchi abissali inflitti alle due Ferrari. L’olandese conquista il terzo successo della sua carriera, il secondo quest’anno, mettendo in mostra una Red Bull ritrovata, solida nel telaio e con un motore mostruoso; Verstappen si sta lentamente preparando a lottare per il titolo mondiale e se la monoposto austriaca conferma anche l’anno prossimo questa crescita, l’impertinente dei Paesi Bassi può candidarsi autorevolmente come pretendente alla vittoria finale. Peccato, in casa Red Bull, per il ritiro di un Ricciardo che appare sempre più ai margini del progetto, rischiando di finire a fare lo scudiero del più giovane e pimpante compagno di squadra.
RAMMARICO – A Sebastian Vettel non resta così che accontentarsi di una rimonta orgogliosa, dal penultimo al quarto posto e con il giro più veloce del gran premio infilato proprio nelle ultime tornate. Il tedesco non ha certo perso in Messico il campionato, bensì in un autunno tremendo con l’incidente a Singapore, il ritiro in Giappone ed i guai in qualifica in Malesia, inconvenienti che hanno facilitato la rimonta in classifica di Hamilton. La Ferrari ed il tedesco hanno disputato una stagione ottima, tallonando la Mercedes che negli ultimi tre anni era stata quasi inarrivabile; eppure la storia non è cambiata, il titolo mondiale a Maranello manca da 10 anni ed il pericolo di avere nel 2018 oltre alla Mercedes anche una Red Bull fortissima, rischia di allungare ancora l’astinenza della rossa.
RESOCONTO: 1. Verstappen (Red Bull); 2. Bottas (Mercedes); 3. Raikkonen (Ferrari); 4. Vettel (Ferrari); 5. Ocon (Force India); 6. Stroll (Williams); 7. Perez (Force India); 8. Magnussen (Haas); 9. Hamilton (Mercedes); 10. Alonso (McLaren).
CLASSIFICA: 1. Hamilton 333; 2. Vettel 277; 3. Bottas 262.
di Marco Milan